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Attenzione! La pagina contiene anticipazioni sulla trama della pellicola!

 

Recensione di Ralph Roberts
inviata mercoledì 16 maggio 2007

Trama:

Colorado. Uno sgangherato maggiolino di colore giallo si inerpica a stento lungo i tortuosi tornanti delle Montagne Rocciose. A valle, un lago di un blu accecante e sconvolgente si stende maestoso abbracciando la vegetazione circostante. Il maggiolino, non senza difficoltà, riesce a raggiungere la sua meta: l'Overlook Hotel, un vecchio albergo, elegante ed austero, edificato agli inizi del '900 su un vecchio cimitero indiano e teatro, nel corso degli anni, di innumerevoli sciagure ed eventi delittuosi. Dall'automobile scende Jack Torrance, un uomo difficile e dal pessimo carattere che ha fallito molte occasioni importanti nella sua vita, il quale ha un appuntamento con il direttore, Stuart Ullman, per l'assegnazione del posto di custode invernale. Il colloquio va per il verso giusto e Jack riesce ad ottenere il posto di lavoro. Prima, però, il direttore lo mette a corrente di una tragedia avvenuta all'albergo nel 1970 e che riguarda il suo predecessore, un certo Delbert Grady, il quale, nel corso dell'inverno, vittima di un tremendo esaurimento nervoso, ha massacrato la propria famiglia a colpi d'ascia. Jack Torrance non si fa impressionare dalla storia raccontatagli da Stuart Ullman. Il suo intento è quello di utilizzare i cinque mesi da trascorrere all'Overlook per rinverdire la sua carriera di scrittore. Per lui rappresenta l'ultima possibilità di una vita, ormai andata alla malora. Ed è così che, pochi giorni dopo, Jack Torrance carica sul suo maggiolino giallo la moglie Wendy, una donna indecisa e timorosa, ed il figlioletto Danny, un bambino estremamente maturo per la sua età che possiede un incredibile quanto diabolico dono, definito "Luccicanza", che gli permette di carpire i pensieri delle altre persone e di fare dei piccoli viaggi nel futuro, e li conduce nel bel mezzo delle Montagne Rocciose. Il primo periodo trascorso dalla famiglia Torrance all'Overlook è il più felice che i tre membri abbiano mai vissuto. Ma la serenità dura ben poco. Con l'avvento dell'inverno e con il giungere della prima neve che isola i tre dal resto del mondo, le cose inizieranno a precipitare. Danny dovrà fare i conti con le visioni proiettate dall'Overlook, risvegliato dal suo Potere, mentre Wendy sarà costretta ad assistere impotente alla lenta discesa di suo marito Jack nell'oscuro tunnel della follia.

Differenze rispetto al romanzo:

 - Nel romanzo di King, Jack Torrance riesce ad ottenere il posto di custode all'Overlook Hotel grazie all'intercessione determinante di Albert Shockley, suo compagno di bevute all'epoca di Stovington. Nel film di Kubrick si fa solamente un generico riferimento a "quelli di Denver".

 - Nel romanzo di King, Danny Torrance, prima di incontrare Tony, cade in trance. Nel film di Kubrick, invece, Danny parla con Tony agitando il dito indice della mano sinistra e facendo una voce roca. Il bambino definisce Tony come il "bambino che si nasconde nella mia bocca".

 - Nella pellicola di Kubrick, il direttore Stuart Ullman racconta a Jack Torrance che l'Overlook Hotel è stato costruito sui resti di un vecchio cimitero indiano. Nel romanzo di King, non vi è nessun riferimento a tale circostanza.

 - Nel romanzo di King, Dick Hallorann è un vecchio cuoco di colore con una fitta capigliatura crespa. Nella pellicola di Kubrick, Hallorann è completamente calvo.

 - Nel romanzo di King, il colloquio fra Danny e Dick Hallorann si tiene nella macchina di quest'ultimo. Nella pellicola, il colloquio fra i due si tiene all'interno delle cucine dell'albergo.

 - Nella pellicola di Kubrick, il Potere di Danny Torrance viene definito da Dick Hallorann, "Luccicanza". Nel romanzo di King, il dono di Danny è definito "Aura".

 - Nel romanzo di King, la stanza nella quale Dick Hallorann proibisce a Danny di entrare è la numero 217. Nel film di Kubrick, la camera diventa la numero 237.

 - Nel romanzo di King, Danny ruba la chiave per entrare nella stanza numero 217. Nella pellicola di Kubrick, Danny trova, invece, la porta aperta.

 - Nel romanzo di King, la donna suicidatasi nella stanza numero 217 è grassa ed avanti con l'età. Nel film di Kubrick, è bella ed avvenente.

 - Nel romanzo di King, Jack Torrance, prima di essere assunto all'Overlook Hotel, viene licenziato dall'istituto pre-universitario di Stovington, nel Vermont, dove lavorava come professore. Nel film di Kubrick, l'unica circostanza che ricordi tale episodio è una maglietta grigia indossata da Jack Torrance, recante il logo dell'istituto di Stovington.

 - Nel romanzo di King, all'interno del parco giochi per i bambini, dominano delle enormi sculture di siepi raffiguranti animali. Nel film di Kubrick, gli animali sono sostituiti con un intricato labirinto di siepi.

 - Nel romanzo di King, una grandissima importanza riveste la cantina dell'Overlook in cui è ubicata una caldaia difettosa. Nella pellicola di Kubrick, l'importanza della caldaia è pesantemente ridimensionata. Essa si intravede solo in una scena. Ad occuparsene è Wendy e non Jack.

 - Nel romanzo di King, Wendy ha i capelli biondi. Nel film di Kubrick, Wendy Torrance è mora.

 - Nel romanzo di King, la sala principale dell'Overlook si chiama Colorado Lounge. Nella pellicola di Kubrick, il direttore Stuart Ullman la chiama Sala Colorado. Successivamente, da una locandina posta all'ingresso della sala, si scopre che essa viene anche definita The Gold Room.

 - Nel romanzo di King, Jack Torrance aggredisce i suoi familiari con una mazza da roque. Nel film di Kubrick, Jack tenta di ammazzare i suoi familiari con un'ascia. L'unico riferimento al roque è la pallina con la quale Jack gioca all'interno dell'androne dell'Overlook.

 - Nel romanzo di King, Jack distrugge la ricetrasmittente mentre è vittima di un attacco di sonnambulismo. Nella pellicola di Kubrick, Jack mette fuori uso la ricetrasmittente coscientemente.

 - Nel romanzo di King, quando Dick Hallorann riceve il disperato messaggio di aiuto di Danny si trova a bordo della sua auto. Nella pellicola di Kubrick, Dick è comodamente a letto guardando la televisione.

 - Nel romanzo di King, Dick Hallorann sopravvive. Nel film di Kubrick, Dick Hallorann cade sotto i colpi di Jack.

 - Nella pellicola di Kubrick, Jack insegue suo figlio Danny all'interno del labirinto di siepi. Nel romanzo di King, Jack insegue suo figlio per i corridoi dell'Overlook.

 - Nel romanzo di King, l'Overlook viene distrutto dall'esplosione della caldaia e Jack muore al suo interno. Nella pellicola di King, l'albergo rimane intatto. Jack muore congelato all'interno del labirinto di siepi ed entra a far parte della grande famiglia dell'Overlook.

Commento finale:

Uscito nel 1980, Shining rappresenta sicuramente uno dei grandi capolavori diretti da Stanley Kubrick. Un capolavoro causa all'epoca di un acceso scontro fra lo stesso Kubrick e Stephen King; con King che non ha mai fatto mistero di non amare particolarmente questa superba trasposizione del suo romanzo e con il regista che, dapprima rifiuta la sceneggiatura scritta dal Re per poi tacciare lo scrittore del Maine di mediocrità. Visionando attentamente l'opera di Kubrick e leggendo il romanzo del Re, è possibile immediatamente capire che la causa scatenante di tale diatriba risiede nella differente concezione dei due dell'Overlook Hotel, che, per Stephen King, è una vera e propria entità, un vero protagonista della storia, che ha il suo cuore pulsante in una vecchia caldaia difettosa, mentre, per Stanley Kubrick, rappresenta semplicemente una metafora illuminante dei complessi meccanismi della mente umana. Per il resto, la pellicola di Kubrick risulta essere molto aderente al romanzo di King, specialmente nelle prime fasi, nelle quali anche lo scandire del tempo (Il Colloquio, Giorno di Chiusura) è speculare a quello dettato dal libro. Man mano che, però, la trama si srotola, la parte introspettiva sembra prendere il sopravvento su quella puramente orrorifica. Non è l'Overlook Hotel a plagiare Jack Torrance al fine di riuscire ad impadronirsi del piccolo Danny ma è la dilagante follia di Jack, scatenata dal totale isolamento, a servirsi dell'oscura storia dell'albergo per espandersi e trovare una propria giustificazione. Superba l'interpretazione dell'intero cast, capace di dare enorme spessore ai personaggi partoriti dalla mente di King. Una pellicola che rivisita il romanzo del Re e, per molti versi lo arricchisce. Un film che, ancora oggi, continua a fare scuola.

Voto:   9+