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Attenzione! La pagina contiene anticipazioni sulla trama del romanzo!

 

Recensione di Mike Hanlon
inviata mercoledì 21 febbraio 2007

Edizione recensita:   Bompiani, IX edizione "I Grandi Tascabili" ottobre 1993

Numero pagine:   233

Dedica:   A Susan Artz e WGT

Struttura:

Il romanzo è suddiviso in trentacinque capitoli di grandezza variabile.

Trama:

Al liceo di Placerville, Maine, è appena iniziata l'ennesima giornata fatta di lezioni, pause ed interrogazioni. Charles Everett Decker, uno studente dell'ultimo anno, guarda distratto fuori dalla finestra della sua aula. Non è minimamente interessato alla lezione di algebra di Mrs. Jean Underwood. La sua attenzione è catturata totalmente dallo scoiattolo che scorazza imprudentemente per il prato ben tenuto della scuola. La vista dello scoiattolo lo rilassa. Lo aiuta a tenere giù la colazione. E' sempre stato debole di stomaco Charlie Decker. E' cosciente di essersi rotto di nuovo. Non ci ha messo molto dall'episodio di Mr. Carlson. Tutto il periodo di riabilitazione non è servito ad un cazzo. Sa che Loro lo manderanno all'istituto di correzione minorile di Greenmantle. Il cicalio dell'interfono della scuola interrompe le sue meditazioni. Mr. Tom Denver, il preside del liceo, vuole vederlo subito. Charlie si alza dalla sua sedia e si avvia verso gli uffici situati al secondo piano. Lo stomaco inizia a bruciargli. Tocca per un attimo la pistola di suo padre infilata nella cintola dei pantaloni. E' cosciente che oggi sarà il giorno della svolta. Il giorno in cui tutto cambierà. Mr. Denver lo attende paziente e comprensivo dietro la sua scrivania. Charlie non sopporta questo suo modo di fare. Vuole essere trattato come una persona e non come un semplice caso dello schedario. Travolto dall'ira, il ragazzo aggredisce verbalmente Mr. Denver, che, per tutta risposta, lo espelle dalla scuola. Charlie ridiscende al primo piano dove sono situate le aule. Si ferma davanti al suo armadietto. Raggruppa tutte le sue cose in un angolo. Prende il lucchetto Titus e, dopo averlo in un primo tempo cestinato, lo adagia nel taschino della sua camicia. Utilizzando un fiammifero, dà fuoco ai suoi libri serrando l'anta dell'armadietto. Adesso che il punto di non ritorno è stato attraversato si sente di nuovo calmo e rilassato. Si dirige a grandi passi verso l'aula 16, quella nella quale Mrs. Underwood sta tenendo la sua lezione di algebra. Apre la porta lentamente. Entra in classe controllando ogni movimento. I suoi compagni lo guardano con avidità. Charlie estrae la pistola dai suoi pantaloni e la punta alla tempia dell'insegnante di algebra. Dopodichè fa fuoco. Mrs. Underwood si accascia al suolo priva di vita. La svolta ha avuto inizio. Charlie serra la porta dell'aula e si siede dietro la cattedra. Poggia la pistola sul sottomano. I suoi compagni di classe lo guardano attoniti ma nessuno sembra realmente spaventato. Intanto, il fumo che fuoriesce dal suo armadietto fa scattare l'allarme antincendio. Tutti gli alunni del liceo di Placerville, tranne quelli dell'aula 16, si riversano sul prato antistante la scuola. Il professor Vance controlla che tutti gli studenti abbiano abbandonato l'edificio. Fa capolino nell'aula 16 e si becca un paio di pallottole nella gola. Anche lui si accascia al suolo privo di vita. Charlie richiude nuovamente la porta. Si risiede dietro la cattedra e dà inizio alla sua personale ossessione. Nelle successive quattro ore darà libero sfogo a tutte le sue ansie, le sue paure e le sue incertezze. Odio per suo padre, odio per l'autorità, risentimento verso la società civile. Charlie non sarà solo in questo viaggio. Ad accompagnarlo ci saranno i suoi compagni di classe che, tolta la maschera del perbenismo e dell'ipocrisia, si lasceranno andare ad un racconto triste e liberatorio. La voglia di realtà di Susan Brooks, il risentimento di Porcile, le inquietudini di Carol Granger e l'appassimento dell'anima e del corpo di Irma Bates. Tutto sarà cacciato fuori. Nelle successive quattro ore, Charlie Decker soffrirà, sarà ferito, sarà sul filo che separa la vita e la morte e risorgerà. La sua ossessione personale diverrà l'ossessione collettiva di un'intera classe, di un'intera generazione non a proprio agio in una società ipocrita e doppiogiochista. La follia di Charlie contagerà i suoi compagni di classe sprofondandoli in una confessione dura ma che ridarà loro la libertà. Niente sarà più come prima per tutti loro. A questo clima di follia collettiva, il solo Ted Jones sembra essere immune. Arroccato dietro le sue false sicurezze ed il suo ipocrita perbenismo, Ted finisce per essere il solo ed unico ostaggio della giornata. Ma i suoi compagni di classe sapranno trovare il modo di aiutare anche lui.

Curiosità:

 - Ossessione è il primo romanzo di Stephen King pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman.

 - Le origini del romanzo risalgono a quando King frequentava il primo anno di high school. All'epoca, la storia aveva la forma di un racconto breve ed aveva come protagonisti i compagni di classe delle scuole medie del Re, che si ribellavano al sistema scolastico e combattevano contro la Guardia Nazionale. Successivamente, quando King frequentava l'ultimo anno di Università, il racconto fu ampliato e ad esso venne dato il titolo provvisorio di Getting It On, ispirato ad una canzone rock dei T. Rex, Bang A Gong (Get It On).

 - Stephen King ha deciso di mettere fuori pubblicazione la versione statunitense di Ossessione a causa della similarità fra gli avvenimenti raccontati nel romanzo e quelli avvenuti durante il massacro della Scuola Superiore di Columbine.

 - Il romanziere preferito dal padre di Charlie Decker è Richard Stark, lo scrittore a cui King si è ispirato per creare lo pseudonimo di Richard Bachman (Richard Stark come Richard Bachman).

 - Ossessione è il primo romanzo in cui Stephen King introduce la figura poco edificante del padre assente e distante.

Commento finale:

Primo romanzo pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman, Ossessione rappresenta una prova superba di un acerbo King. Il romanzo fu, infatti, scritto alcuni anni prima di Carrie e riposto in uno cassetto a maturare. In esso è ben visibile l'impronta ossessiva di Bachman, definito dalla critica come l'anima pessimista del Re. Ossessione ha il grande pregio di portare una profonda innovazione nell'ambito della letteratura horror moderna: l'orrore che si annida nel quotidiano e che si scatena, non più per il tramite di esseri o poteri sovrannaturali, ma per mano di un ragazzo come tanti. La follia ed il disadattamento di Charlie, il suo modo di risolvere le cose e la sua capacità di coinvolgere i compagni di classe spaventano molto più di vampiri e lupi mannari perchè sono elementi più vicini ad ogni essere umano, più reali. Il ritmo del racconto è freddo e pacato ed asseconda perfettamente i vari stati d'animo dei personaggi. Il linguaggio è asciutto e volgare. King/Bachman dimostra di conoscere profondamente lo slang giovanile e di saperlo utilizzare in modo sapiente. La trama, pur se molto semplice, rivela alcuni difetti tipici di uno scrittore acerbo. Ossessione è un romanzo freddo e sconvolgente in puro stile Bachman.

Voto:   8-