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Edizione recensita: Bompiani, IX
edizione "I Grandi Tascabili" ottobre 1993
Numero
pagine: 233
Dedica: A
Susan Artz e WGT
Struttura:
Il romanzo è
suddiviso in trentacinque capitoli di grandezza variabile.
Trama:
Al liceo di
Placerville, Maine, è appena iniziata l'ennesima giornata
fatta di lezioni, pause ed interrogazioni. Charles Everett
Decker, uno studente dell'ultimo anno, guarda distratto
fuori dalla finestra della sua aula. Non è minimamente
interessato alla lezione di algebra di Mrs. Jean Underwood.
La sua attenzione è catturata totalmente dallo scoiattolo
che scorazza imprudentemente per il prato ben tenuto della
scuola. La vista dello scoiattolo lo rilassa. Lo aiuta a
tenere giù la colazione. E' sempre stato debole di stomaco
Charlie Decker. E' cosciente di essersi rotto di nuovo. Non
ci ha messo molto dall'episodio di Mr. Carlson. Tutto il
periodo di riabilitazione non è servito ad un cazzo. Sa che
Loro lo manderanno all'istituto di correzione minorile di
Greenmantle. Il cicalio dell'interfono della scuola
interrompe le sue meditazioni. Mr. Tom Denver, il preside
del liceo, vuole vederlo subito. Charlie si alza dalla sua
sedia e si avvia verso gli uffici situati al secondo piano.
Lo stomaco inizia a bruciargli. Tocca per un attimo la
pistola di suo padre infilata nella cintola dei pantaloni.
E' cosciente che oggi sarà il giorno della svolta. Il giorno
in cui tutto cambierà. Mr. Denver lo attende paziente e
comprensivo dietro la sua scrivania. Charlie non sopporta
questo suo modo di fare. Vuole essere trattato come una
persona e non come un semplice caso dello schedario.
Travolto dall'ira, il ragazzo aggredisce verbalmente Mr.
Denver, che, per tutta risposta, lo espelle dalla scuola.
Charlie ridiscende al primo piano dove sono situate le aule.
Si ferma davanti al suo armadietto. Raggruppa tutte le sue
cose in un angolo. Prende il lucchetto Titus e, dopo averlo
in un primo tempo cestinato, lo adagia nel taschino della
sua camicia. Utilizzando un fiammifero, dà fuoco ai suoi
libri serrando l'anta dell'armadietto. Adesso che il punto
di non ritorno è stato attraversato si sente di nuovo calmo
e rilassato. Si dirige a grandi passi verso l'aula 16,
quella nella quale Mrs. Underwood sta tenendo la sua lezione
di algebra. Apre la porta lentamente. Entra in classe
controllando ogni movimento. I suoi compagni lo guardano con
avidità. Charlie estrae la pistola dai suoi pantaloni e la
punta alla tempia dell'insegnante di algebra. Dopodichè fa
fuoco. Mrs. Underwood si accascia al suolo priva di vita. La
svolta ha avuto inizio. Charlie serra la porta dell'aula e
si siede dietro la cattedra. Poggia la pistola sul
sottomano. I suoi compagni di classe lo guardano attoniti ma
nessuno sembra realmente spaventato. Intanto, il fumo che
fuoriesce dal suo armadietto fa scattare l'allarme
antincendio. Tutti gli alunni del liceo di Placerville,
tranne quelli dell'aula 16, si riversano sul prato
antistante la scuola. Il professor Vance controlla che tutti
gli studenti abbiano abbandonato l'edificio. Fa capolino
nell'aula 16 e si becca un paio di pallottole nella gola.
Anche lui si accascia al suolo privo di vita. Charlie
richiude nuovamente la porta. Si risiede dietro la cattedra
e dà inizio alla sua personale ossessione. Nelle successive
quattro ore darà libero sfogo a tutte le sue ansie, le sue
paure e le sue incertezze. Odio per suo padre, odio per
l'autorità, risentimento verso la società civile. Charlie
non sarà solo in questo viaggio. Ad accompagnarlo ci saranno
i suoi compagni di classe che, tolta la maschera del
perbenismo e dell'ipocrisia, si lasceranno andare ad un
racconto triste e liberatorio. La voglia di realtà di Susan
Brooks, il risentimento di Porcile, le inquietudini di Carol
Granger e l'appassimento dell'anima e del corpo di Irma
Bates. Tutto sarà cacciato fuori. Nelle successive quattro
ore, Charlie Decker soffrirà, sarà ferito, sarà sul filo che
separa la vita e la morte e risorgerà. La sua ossessione
personale diverrà l'ossessione collettiva di un'intera
classe, di un'intera generazione non a proprio agio in una
società ipocrita e doppiogiochista. La follia di Charlie
contagerà i suoi compagni di classe sprofondandoli in una
confessione dura ma che ridarà loro la libertà. Niente sarà
più come prima per tutti loro. A questo clima di follia
collettiva, il solo Ted Jones sembra essere immune.
Arroccato dietro le sue false sicurezze ed il suo ipocrita
perbenismo, Ted finisce per essere il solo ed unico ostaggio
della giornata. Ma i suoi compagni di classe sapranno
trovare il modo di aiutare anche lui.
Curiosità:
-
Ossessione è il primo romanzo di Stephen King pubblicato
con lo pseudonimo di Richard Bachman.
- Le
origini del romanzo risalgono a quando King frequentava il
primo anno di high school. All'epoca, la storia aveva la
forma di un racconto breve ed aveva come protagonisti i
compagni di classe delle scuole medie del Re, che si
ribellavano al sistema scolastico e combattevano contro la
Guardia Nazionale. Successivamente, quando King frequentava
l'ultimo anno di Università, il racconto fu ampliato e ad
esso venne dato il titolo provvisorio di Getting It On,
ispirato ad una canzone rock dei T. Rex, Bang A Gong (Get It
On).
-
Stephen King ha deciso di mettere fuori pubblicazione la
versione statunitense di Ossessione a causa della similarità
fra gli avvenimenti raccontati nel romanzo e quelli avvenuti
durante il massacro della Scuola Superiore di Columbine.
-
Il romanziere preferito dal padre di Charlie Decker è
Richard Stark, lo scrittore a cui King si è ispirato per
creare lo pseudonimo di Richard Bachman (Richard Stark come
Richard Bachman).
-
Ossessione è il primo romanzo in cui Stephen King introduce
la figura poco edificante del padre assente e distante.
Commento finale:
Primo
romanzo pubblicato con lo pseudonimo di Richard Bachman,
Ossessione rappresenta una prova superba di un acerbo King.
Il romanzo fu, infatti, scritto alcuni anni prima di Carrie
e riposto in uno cassetto a maturare. In esso è ben visibile
l'impronta ossessiva di Bachman, definito dalla critica come
l'anima pessimista del Re. Ossessione ha il grande pregio di
portare una profonda innovazione nell'ambito della
letteratura horror moderna: l'orrore che si annida nel
quotidiano e che si scatena, non più per il tramite di
esseri o poteri sovrannaturali, ma per mano di un ragazzo
come tanti. La follia ed il disadattamento di Charlie, il
suo modo di risolvere le cose e la sua capacità di
coinvolgere i compagni di classe spaventano molto più di
vampiri e lupi mannari perchè sono elementi più vicini ad
ogni essere umano, più reali. Il ritmo del racconto è freddo
e pacato ed asseconda perfettamente i vari stati d'animo dei
personaggi. Il linguaggio è asciutto e volgare. King/Bachman
dimostra di conoscere profondamente lo slang giovanile e di
saperlo utilizzare in modo sapiente. La trama, pur se molto
semplice, rivela alcuni difetti tipici di uno scrittore
acerbo. Ossessione è un romanzo freddo e sconvolgente in
puro stile Bachman.
Voto: 8- |