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Edizione recensita:
Arnoldo Mondadori Editore, 1a edizione Bestsellers Oscar
Mondadori novembre 1989
Numero
pagine: 221
Dedica:
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Struttura:
- Il romanzo è
suddiviso in tre parti (Partenza, Lungo La Strada e
Il Coniglio) ed è composto da diciotto capitoli di
varia lunghezza. L'inizio di ogni capitolo è
contraddistinto da una citazione. Le tre citazioni
che aprono il romanzo sono tratte rispettivamente da
un discorso di John F. Kennedy del 1962, da un brano
di Bob Dylan e da un estratto di un'opera di Thomas
Carlyle.
Trama:
In un mondo
dominato dalla violenza, dalla barbarie e dalla
disperazione, La Lunga Marcia è l'evento annuale
maggiormente atteso. L'attenzione delle folle e dei media è
tutta concentrata sulla competizione che vede protagonisti
cento giovani e forti concorrenti impegnati ad affrontare un
percorso duro e tortuoso che diventa sempre più allucinante
dopo ogni passo. Ne La Lunga Marcia non esistono mezze
misure: o la Vita, con la conseguente Gloria, o la Morte.
Alla fine della gara ne rimarrà soltanto Uno. Le regole sono
di una semplicità disarmante: mai scendere al di sotto dei
sei chilometri orari, mai tentare di confondersi tra la
folla assiepata ai bordi del percorso, mai tentare di
fuggire. Ad ogni infrazione viene inflitta un'ammonizione.
Sono consentite al massimo tre infrazioni. Dopo la terza
ammonizione, il concorrente viene "congedato". "Beccarsi il
congedo" significa essere trucidato a colpi di fucile dai
militari che costantemente seguono la competizione. A
coordinare tutte le operazioni vi è il Capo Supremo delle
Forze Armate dell'Alleanza, Il Maggiore, un uomo enigmatico
osannato e temuto da tutti. Ray Garraty, originario del
Maine e beniamino del pubblico, Pete McVries, che sfoggia
una vistosa cicatrice sul volto, ricordo indelebile della
sua ex fidanzata, Hank Olson, Scramm, sposato ed in attesa
del primo figlio, Gary Barkovitch, bastardo figlio di
puttana, Art Baker e Stebbins, ragazzo dall'imperscrutabile
presente e dallo sconvolgente passato, sono solo alcuni dei
protagonisti de La Lunga Marcia di quest'anno. Mano a mano
che la strada si snoda sotto i loro piedi, sempre più
stanchi e tartassati, tra di loro inizia a cementarsi un
legame indissolubile che rende ancora più difficile la loro
prova. Per centinaia e centinaia di chilometri, essi
camminano sul filo della Morte, consapevoli che ogni attimo,
per loro, può essere l'ultimo. Basta un crampo, un
mancamento, una crisi di fame. Passo dopo passo, l'Orrore
cede il campo al Dolore, al Lutto, alla Stanchezza,
all'Oblio ed, infine, alla Liberazione. Chilometro dopo
chilometro, tutti loro realizzano di essere stati ingannati.
Sì, perchè non ci sarà nessuna Gloria per l'unico
sopravvissuto, nessun Onore. Perchè come si potrà vivere
dopo esser sopravvissuti ad un simile Orrore? Come si potrà
convivere con il ricordo assillante degli altri 99 amici
inghiottiti dalla strada e dalla folla feroce? Come si potrà
continuare a vivere con il rimorso ossessivo di essere
l'unico sopravvissuto?
Curiosità:
-
La Lunga Marcia è il primo vero romanzo scritto da King.
Portato a compimento ai tempi dell'Università, fu proposto
al concorso letterario per un romanzo d'esordio alla Bennett
Cerf/Random House. Il manoscritto venne, però, subito
restituito al Re allegato ad un modulo standard e senza
commenti di sorta. La Lunga Marcia venne, pertanto, infilato
in un cassetto per essere ripescato nel 1979, allorquando
venne pubblicato in formato tascabile e con lo pseudonimo di
Richard Bachman dalla New American Library.
-
Il romanzo, causa soprattutto la giovane età di King,
contiene un grossolano errore riguardante Stebbins. Il
ragazzo, infatti, si fa volontariamente ammonire all'inizio
de La Lunga Marcia al fine di testare la velocità limite di
sei chilometri orari. A pagina 62, però, King si dimentica
di questa circostanza, affermando che Stebbins non ha
ricevuto nessuna ammonizione nel corso della competizione.
Il Re ritorna, poi, sui suoi passi nelle ultime pagine del
libro, quando ricorda la prima e, fino ad allora, unica
ammonizione ricevuta dal ragazzo dai capelli biondi.
Commento finale:
Pubblicato
nel 1979 con lo pseudonimo di Richard Bachman, La Lunga
Marcia è uno dei romanzi giovanili di King, scritto
all'epoca in cui il Re frequentava ancora l'Università.
Stilisticamente imperfetto e con alcune gravi imperfezioni
nello sviluppo della trama, La Lunga Marcia è comunque un
lavoro che lascia intravedere le grandissime doti di
narratore di Stephen King. Sviluppato su una base monotona e
ripetitiva, il romanzo è una illuminata metafora della
triste condizione nella quale versa la moderna società
industrializzata ed iperinformatizzata... moderna società
perennemente in bilico sul ciglio di un baratro oscuro ed
infernale. La Lunga Marcia è un'opera che scava negli
angusti meandri della mente e dall'animo umano
evidenziandone la follia, il rancore, i rimpianti ed un
profondo desiderio di morte. Una storia che appartiene al
filone fantascientifico dell'opera di King e che risulta
enormemente influenzata dai lavori di grandi maestri del
genere, quali Richard Matheson, e da quel particolare
periodo storico definito "Guerra Fredda", nel corso del
quale l'ostilità fra le allora due grandi superpotenze
mondiali, U.S.A. e U.R.S.S., fece temere per la stessa
sopravvivenza del pianeta Terra. Un'opera con alcune luci e
molte ombre.
Voto: 7- |