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Attenzione! La pagina contiene anticipazioni sulla trama del romanzo!

 

Recensione di Beverly Marsh
inviata mercoledì 16 maggio 2007

Edizione recensita:   Arnoldo Mondadori Editore, 1a edizione Bestsellers Oscar Mondadori novembre 1989

Numero pagine:   221

Dedica:   ---

Struttura:

Il romanzo è suddiviso in tre parti (Partenza, Lungo La Strada e Il Coniglio) ed è composto da diciotto capitoli di varia lunghezza. L'inizio di ogni capitolo è contraddistinto da una citazione. Le tre citazioni che aprono il romanzo sono tratte rispettivamente da un discorso di John F. Kennedy del 1962, da un brano di Bob Dylan e da un estratto di un'opera di Thomas Carlyle.

Trama:

In un mondo dominato dalla violenza, dalla barbarie e dalla disperazione, La Lunga Marcia è l'evento annuale maggiormente atteso. L'attenzione delle folle e dei media è tutta concentrata sulla competizione che vede protagonisti cento giovani e forti concorrenti impegnati ad affrontare un percorso duro e tortuoso che diventa sempre più allucinante dopo ogni passo. Ne La Lunga Marcia non esistono mezze misure: o la Vita, con la conseguente Gloria, o la Morte. Alla fine della gara ne rimarrà soltanto Uno. Le regole sono di una semplicità disarmante: mai scendere al di sotto dei sei chilometri orari, mai tentare di confondersi tra la folla assiepata ai bordi del percorso, mai tentare di fuggire. Ad ogni infrazione viene inflitta un'ammonizione. Sono consentite al massimo tre infrazioni. Dopo la terza ammonizione, il concorrente viene "congedato". "Beccarsi il congedo" significa essere trucidato a colpi di fucile dai militari che costantemente seguono la competizione. A coordinare tutte le operazioni vi è il Capo Supremo delle Forze Armate dell'Alleanza, Il Maggiore, un uomo enigmatico osannato e temuto da tutti. Ray Garraty, originario del Maine e beniamino del pubblico, Pete McVries, che sfoggia una vistosa cicatrice sul volto, ricordo indelebile della sua ex fidanzata, Hank Olson, Scramm, sposato ed in attesa del primo figlio, Gary Barkovitch, bastardo figlio di puttana, Art Baker e Stebbins, ragazzo dall'imperscrutabile presente e dallo sconvolgente passato, sono solo alcuni dei protagonisti de La Lunga Marcia di quest'anno. Mano a mano che la strada si snoda sotto i loro piedi, sempre più stanchi e tartassati, tra di loro inizia a cementarsi un legame indissolubile che rende ancora più difficile la loro prova. Per centinaia e centinaia di chilometri, essi camminano sul filo della Morte, consapevoli che ogni attimo, per loro, può essere l'ultimo. Basta un crampo, un mancamento, una crisi di fame. Passo dopo passo, l'Orrore cede il campo al Dolore, al Lutto, alla Stanchezza, all'Oblio ed, infine, alla Liberazione. Chilometro dopo chilometro, tutti loro realizzano di essere stati ingannati. Sì, perchè non ci sarà nessuna Gloria per l'unico sopravvissuto, nessun Onore. Perchè come si potrà vivere dopo esser sopravvissuti ad un simile Orrore? Come si potrà convivere con il ricordo assillante degli altri 99 amici inghiottiti dalla strada e dalla folla feroce? Come si potrà continuare a vivere con il rimorso ossessivo di essere l'unico sopravvissuto?

Curiosità:

 - La Lunga Marcia è il primo vero romanzo scritto da King. Portato a compimento ai tempi dell'Università, fu proposto al concorso letterario per un romanzo d'esordio alla Bennett Cerf/Random House. Il manoscritto venne, però, subito restituito al Re allegato ad un modulo standard e senza commenti di sorta. La Lunga Marcia venne, pertanto, infilato in un cassetto per essere ripescato nel 1979, allorquando venne pubblicato in formato tascabile e con lo pseudonimo di Richard Bachman dalla New American Library.

 - Il romanzo, causa soprattutto la giovane età di King, contiene un grossolano errore riguardante Stebbins. Il ragazzo, infatti, si fa volontariamente ammonire all'inizio de La Lunga Marcia al fine di testare la velocità limite di sei chilometri orari. A pagina 62, però, King si dimentica di questa circostanza, affermando che Stebbins non ha ricevuto nessuna ammonizione nel corso della competizione. Il Re ritorna, poi, sui suoi passi nelle ultime pagine del libro, quando ricorda la prima e, fino ad allora, unica ammonizione ricevuta dal ragazzo dai capelli biondi.

Commento finale:

Pubblicato nel 1979 con lo pseudonimo di Richard Bachman, La Lunga Marcia è uno dei romanzi giovanili di King, scritto all'epoca in cui il Re frequentava ancora l'Università. Stilisticamente imperfetto e con alcune gravi imperfezioni nello sviluppo della trama, La Lunga Marcia è comunque un lavoro che lascia intravedere le grandissime doti di narratore di Stephen King. Sviluppato su una base monotona e ripetitiva, il romanzo è una illuminata metafora della triste condizione nella quale versa la moderna società industrializzata ed iperinformatizzata... moderna società perennemente in bilico sul ciglio di un baratro oscuro ed infernale. La Lunga Marcia è un'opera che scava negli angusti meandri della mente e dall'animo umano evidenziandone la follia, il rancore, i rimpianti ed un profondo desiderio di morte. Una storia che appartiene al filone fantascientifico dell'opera di King e che risulta enormemente influenzata dai lavori di grandi maestri del genere, quali Richard Matheson, e da quel particolare periodo storico definito "Guerra Fredda", nel corso del quale l'ostilità fra le allora due grandi superpotenze mondiali, U.S.A. e U.R.S.S., fece temere per la stessa sopravvivenza del pianeta Terra. Un'opera con alcune luci e molte ombre.

Voto:   7-