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Attenzione! La pagina contiene anticipazioni sulla trama del romanzo!

 

Recensione di Beverly Marsh
inviata mercoledì 29 marzo 2007

Edizione recensita:   Sperling & Kupfer, 1a edizione cartonata

Numero pagine:   180

Dedica:   Con ammirazione, a Dan J. Marlowe, autore di The Name of the Game is Death: il più hard degli hardboiled

Struttura:

Il romanzo è composto da diciotto capitoli di grandezza variabile e da una postfazione.

Trama:

Stephanie McCann, fresca laureata alla scuola di giornalismo, decide di trascorrere il suo periodo di tirocinio presso il Weekly Islander, l'unico giornale in attività a Moose-Lookit Island, una delle tante isolette di cui è costellata la costa dello stato del Maine, dove la vita trascorre tranquilla, specialmente nel periodo invernale, dove la gente è dura come il marmo e sa custodire gelosamente i propri segreti. L'Islander è diretto dai due veterani ed attempati soci fondatori, Vincent Teague e David Bowie, due arzilli vecchietti che sembrano essere legati da una sorta di vibrante telepatia. Per il giornale di Moose-Lookit Island, Stephanie McCann si occupa specificamente di pic-nic parrocchiali, di pesche di beneficenza e di altre amenità simili. Il tempo trascorre veloce per lei. Il giorno in cui dovrà fare ritorno a casa si avvicina sempre di più ma l'isola, come accade a molte persone, le è ormai entrata nel cuore. Ormai ne è entrata a far parte integrante. Un giorno di fine estate, David Bowie e Vincent Teague la invitano a sedere con loro sul terrazzo dell'Islander per bere una bibita fresca e per impartirle una interessante lezione di giornalismo. I due veterani soci d'affari iniziano a raccontarle la storia di Colorado Kid: un cadavere ritrovato da due giovani innamorati, disteso sulla sabbia di Hammock Beach, nel lontano 1980. Quella di Colorado Kid è una storia di esclusiva proprietà dell'isola, una storia dai risvolti inquietanti, dagli orari impossibili, dalle coincidenze non dimostrabili. Una storia non ancora risolta e che continua a perseguitare i due arzilli vecchietti ancora oggi. Una storia che inizierà a perseguitare anche la giovane Stephanie, adesso che ne è venuta a conoscenza.

Curiosità:

 - La storia di Colorado Kid è stata ispirata da un ritaglio di giornale inviato a Stephen King dal suo amico Scott. A catturare l'attenzione del Re fu il disegno di una borsetta rosso vermiglio. Chi era la donna che l'aveva posseduta? Che fine aveva fatto? Queste furono le domande che attanagliarono King per molto tempo prima che si mettesse al computer e stendesse la storia di un misterioso cadavere.

 - Nel corso del romanzo, King fa moltissimi riferimenti ai massimi esponenti del genere mystery: da Ellery Queen ad Agatha Christie, da La Signora In Giallo ad Edgar Allan Poe.

Commento finale:

Uscito circa un anno dopo l'ultimo capitolo della saga horror-fantasy de La Torre Nera, Colorado Kid rappresenta una vera e propria novità all'interno della multiforme produzione letteraria del Re. Una novella da leggere in completa apnea, nella quale Stephen King si cimenta, per la prima volta, con il genere mystery. Anzi, più che cimentarsi, il Re sembra scherzare con il giallo e con i suoi massimi esponenti. Ciò che a lui maggiormente interessa non è risolvere il mistero, ma immergervisi completamente dentro e trascinare con sé il Fedele Lettore. E' il mistero che raddoppia le energie di un uomo, che lo ossessiona per tutta la vita, che lo spinge a sopravvivere ancora un giorno di più. Di grandissimo impatto, in Colorado Kid, è la creazione di due personaggi, quelli di Vincent Teague e di David Bowie, dalla grandissima umanità e dall'infinito spessore. Il finale del romanzo potrà forse non soddisfare tutti ma ciò che rimane è un racconto incredibilmente intenso e magistralmente scritto. E' la Storia, non Colui che la racconta.

Voto:   8